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Dichiarazione Programmatica

 

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L’Associazione internazionale Ius Primi Viri, apartitica e senza finalità di lucro, prende vita dalla volontà di oltre 50 soci fondatori provenienti dal mondo giuridico, scientifico e politico che hanno riconosciuto la “Dichiarazione programmatica per una strategia comunitaria” quale strumento operativo per una concreta alfabetizzazione dei Diritti umani indipendentemente dalla razza, dal colore e dalla cultura dei popoli.
Dalla stretta collaborazione tra I.P.V. ed il C.E.U. – istituzione di ricerca scientifica pluridisciplinare, da cui I.P.V. nasce – si è sviluppata un’intensa attività, in ambito nazionale ed internazionale, nel campo dell’alfabetizzazione dei diritti umani.
Grandi contraddizioni, all’interno della politica degli Stati, hanno impedito lo sviluppo di una coscienza democratica fondata sui valori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e sembra non si sia compreso che la qualità dello sviluppo della ragione e della coscienza dei cittadini dipende fondamentalmente dalla qualità dei programmi scolastici e universitari e quindi dalle “politiche” educative.
L’individuo nasce potenzialmente “dotato di ragione e di coscienza” e la politica degli stati ha l’obbligo di considerare questo principio universale, sacro, assoluto e inviolabile. E’ tale obbligo che legittima l’esistenza civile delle organizzazioni statuali, le quali hanno il compito di consentire, attraverso l’educazione, la piena e concreta realizzazione di quel progetto potenziale, meraviglioso, che ogni essere umano rappresenta.
Sulla base di un ventennio di studi multidisciplinari integrati condotti presso il C.E.U., si è potuto constatare che l’universalità della Donna e dell’Uomo risiede in un programma biologico (Io genetico), insito in ogni essere umano, che per svilupparsi necessita di un’educazione capace di integrare aspetti fondamentali della vita legati ai principi di dignità, libertà giustizia e amore. L’essere umano è dunque un’entità psicofisica e spirituale e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo racchiude in sé tutti i valori che possono rendere giustizia ad ogni popolo della Terra.
L’attività di Ius Primi Viri è estremamente ampia sia a livello nazionale che internazionale. Essa si attua in stretta collaborazione con i principali organismi internazionali (ONU, Unione europea, Consiglio d’Europa, UNESCO, OSCE), come attestano le seguenti iniziative:

    • Convegno di studio “Fisiologia di uno Stato democratico: comparazione tra diritto positivo e realtà concreta” (16 maggio 1992, Aula Magna del Palazzo di Giustizia, Roma);
    • Conferenza Europea di lancio del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani (3-4 dicembre 1993, Palazzo Barberini, Roma);
    • Costituzione del Comitato Permanente Internazionale per l’attuazione del Decennio per l’educazione ai Diritti Umani e sua Prima riunione (4-5 novembre 1994, Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia, Roma);
    • Convegno Internazionale “A cinquant’anni dalla costituzione dell’ONU la proclamazione del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani” (11 ottobre 1995, Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Roma);
    • Convegno Internazionale “I Diritti Umani come fondamento politico per una coscienza democratica: priorità d’intervento”  (14-15 giugno 1996, Aula Magna dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”);
    • Progetto di “Educazione ai Diritti Umani” (I anno - 1996),( II anno – 1997) realizzato con il contributo dell’Unione europea, che ha previsto:
    • 3+3 Corsi di Educazione ai Diritti Umani per insegnanti di ogni ordine e grado
    • 1 audiovisivo su Educazione ai Diritti Umani in 3 parti
    • Corso di perfezionamento postlaurea in Educazione ai Diritti Umani in convenzione con l’Università di Roma Tre, facoltà di Scienze  Politiche;
    • Presentazione dell’audiovisivo “Educazione ai Diritti Umani” (Roma, sede del S.I.O.I., 31 gennaio 1997; Parigi, sede dell’UNESCO, 6 marzo 1997);
    • Seminario per i consiglieri del Ministero degli Affari Esteri (Roma, Istituto Diplomatico, novembre 1997);
    • Corso per insegnanti ed educatori del Ministero di Grazia e Giustizia (Roma, 1998);
    • Convegno Internazionale “Responsabilità delle istituzioni per la tutela e l’educazione ai diritti umani” (Roma, 17 giugno 1999, sala Zuccari, Palazzo Giustiniani, Senato della Repubblica).
    • Tirocinio in Diritti Umani. Istituti universitari americani ed organismi internazionali per i diritti umani ci hanno richiesto di accogliere studenti ed esperti per un periodo di tirocinio in cui approfondire la conoscenza della metodologia multidisciplinare del Centro. I primi tirocini si sono svolti nell’estate del 1999.
    • Summer and Winter SchoolAdvanced course for the training of trainers on Human Rights Education
    • Corso di perfezionamento multidisciplinare postlaurea in “Tutela e promozione dei diritti umani”(Roma, 1998-1999; 1999-2000; 2000-2001; 2002-2003) realizzato in base alla Convenzione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Facoltà di Giurisprudenza. Il corso dà 20crediti universitari.
    • Corso di Educazione ai diritti umani per funzionari di Polizia  e Formazione della Guardia di Finanza
    • Manuale sui Diritti Umani per le Forze di Polizia. Tale manuale è stato realizzato su richiesta del Capo della Polizia e sarà utilizzato per la formazione degli operatori di Polizia ai vari livelli.

    Convegno Internazionale “La sovranità della dignità umana nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali”(Roma, Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, 8 febbraio 2001) organizzato dal CEU - Centro studi per l’Evoluzione Umana, e da IPV - Ius Primi Viri, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.
    Corsi su “Razzismo, xenofobia e intolleranza”  e “La scuola multiculturale”
    Iscrizione nel Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni, di cui all’art.6 del Dls 215/2003 a partire dal 29 marzo 2005

    Conferenza internazionale “Educazione per la dignità umana – Una metodologia scientifica per esprimere le potenzialità universali del genoma umano” ( Roma, Sala dei Presidenti, Senato della Repubblica, 23 febbraio 2006)



ATTIVITÀ INTERNAZIONALE

L’Associazione, che gode dello Statuto consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) partecipa con suoi rappresentanti ai lavori dell’organizzazione nelle sedi di New York, Ginevra e Vienna.
La Dichiarazione conclusiva del Convegno internazionale su “Educazione per la dignità umana” è stata presentata con vivo successo il 5 luglio 2006 nel corso dell’High Level Segment della Substantive Session dell’ECOSOC, svoltasi a Ginevra dal 3 al 28 luglio 2006.
Il 15 settembre 2006 è stata presentata al Comitato per i Diritti dell’Infanzia in occasione dei Days of General Discussion una relazione dal titolo: “Educare nell’infanzia la dignità umana”.
Rappresentanti dell’Associazione partecipano regolarmente ai lavori del nuovo Consiglio per i Diritti Umani , insediato a Ginevra nel giugno 2006,  intervenendo  regolarmente nei dibattiti.
Una delegazione di IPV ha partecipato alla  sedicesima sessione della UN Commission on Crime Prevention and Criminal Justice a Vienna dal 23 al 27 aprile 2007 presentando un contributo scritto e orale.
Contatti sono in corso per ottenere anche lo statuto consultivo presso l’OMS ( Organizzazione mondiale della Sanità) che ha sede a Ginevra, e la FAO,  che ha già riconosciuto Ius Primi Viri come Associazione Internazionale e ci invita regolarmente a partecipare e collaborare ai suoi lavori.

Il 7 e 8 giugno 2007, a Bucarest,  in occasione della conferenza dell’OSCE su  COMBATING     DISCRIMINATION  AND PROMOTING MUTUAL RESPECT AND UNDERSTANDING”,
è stata presentata una relazione su “Una metodologia integrata per promuovere la    comprensione   interculturale e il rispetto della diversità ».

Per il 2008  è allo studio una iniziativa internazionale riguardante i Paesi dell’Unione europea e del bacino del Mediterraneo, che si articolerà in una Conferenza internazionale  e una serie di corsi  di formazione a vari livelli da tenere probabilmente a Salerno e/o provincia, sulla risoluzione dei conflitti nel rispetto dei diritti umani passando così dalla Distruzione alla Costruzione di un mondo e  di esseri umani coscienti e responsabili

 

AUDIOVISIVI e DVD FINALIZZATI ALL’EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI

  • L’alfabetizzazione dei diritti umani: la sfida del 2000 a tutte le società democratiche – 22 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1994.
  • Diritti Umani: rapporto tra Stato e cittadino - 30 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1996.
  • Razzismo, xenofobia, intolleranza: educazione al rispetto della diversità - 30 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1996.
  • Diritti umani: dalla legalità alla giustizia - 30 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1996.
  • Educazione ai Diritti Umani - 40 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1997 (versione italiana e francese)
  • Educazione ai Diritti Umani - 40 minuti, colore, prod. ADE-CEU, 1998 (versione inglese)


Per informazioni e richieste rivolgersi a:

IPV c/o C.E.U.: Via A. Bertoloni 29, 00197 Roma
Tel. 06.807.34.20 - Fax 06.807.73.06
E-mail: ipv@ipvorg.org
Website: www.ipvorg.org

Conferenza europea di lancio del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani

Roma, Palazzo Barberini, 3-4 dicembre 1993

DICHIARAZIONE CONCLUSIVA


Noi studiosi, educatori e militanti per i diritti dell’uomo di 29 Paesi, riuniti a Palazzo Barberini in Roma il 3 e 4~dicembre 1993 ad iniziativa dell’Associazione internazionale Ius Primi Viri, mentre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite esamina a New York il progetto di risoluzione presentato dal Costarica e da altri Stati membri per il varo di un piano decennale di azione per l’educazione ai diritti umani, considerata come una priorità universale;
condividendo lo spirito generale del «Piano mondiale di azione per l’educazione ai diritti umani e alla democrazia», adottato lo scorso marzo dal Congresso internazionale in¬detto a Montreal dall’UNESCO;
facendo proprio l’appello rivolto dalla Conferenza generale sui diritti dell’uomo conclusa nell’ottobre scorso a Vienna, perché i 182 Stati membri dell’ONU includano or¬ganicamente l’Educazione ai Diritti Umani nei loro programmi scolastici e nelle loro poli¬tiche educative, e denunciando l’insidia contenuta nelle riserve avanzate a questo riguardo nel documento;
sottolineando il valore della Dichiarazione comune dei Capi di Stato e di Governo dei 32 Paesi membri del Consiglio d’Europa sottoscritta nel medesimo ottobre a Vienna, nonché del conforme Piano d’azione che orienta fortemente il Programma triennale del Consiglio per l’Educazione ai Diritti Umani in funzione della lotta contro il razzismo, la xenofobia, 1’ antisemitismo e l’intolleranza;
convinti che nel corso del prossimo decennio, muovendo da livelli ed esperienze di¬verse in questo campo, e percorrendo itinerari necessariamente diversi con differenti sca¬denze e tappe, le singole Nazioni Unite debbano conseguire un insieme di risultati che possa fornire una grande base comune per il progresso e lo sviluppo dell’Umanità, per la comprensione interculturale e per la rivendicazione, garanzia e tutela dei singoli Diritti dell’Uomo secondo gli standard previsti dal Diritto internazionale generale e le costanti pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;
abbiamo convenuto sui seguenti obiettivi generali da raggiungere nel corso del De¬cennio:
1) insegnamento dei Diritti dell’Uomo in tutti gli ordini e gradi di scuole, con corsi spe¬ciali della durata di almeno un anno per ciascun ciclo scolastico, con precisa autonomia didattica non sommersa in insieme didattici generici o ibridi tipo Educazione Civica;
2) insegnamento e ricerca dei Diritti del] ‘Uomo nelle facoltà giuridiche e di scienze sociali ed umana, e della Bioetica nelle facoltà mediche e di scienze naturali, sia nei corsi di laurea sia ai livelli superiori;
3) programmi nazionali di formazione all’insegnamento dei Diritti dell’Uomo, articolati per i diversi ordini e gradi dì scuole ed inseriti in tutte le strutture speciali per la prepa¬razione e l’aggiornamento dei docenti;
4) inserimento dei Diritti dell’Uomo in tutti i curricula e gli esami per il reclutamento dei quadri della Magistratura, delle Forze Armate, della Polizia, delle Istituzioni sanitarie e carcerarie e della Pubblica Amministrazione centrale e locale in genere;
5) diffusione dell’informazione sui Diritti dell’Uomo attraverso i mezzi di comunicazione di massa, promossa e incoraggiata dallo Stato;
6) estensione a livello planetario del principio già vigente dal gennaio 1989 (Conferenza di Vienna) nell’ambito della Conferenza Paneuropea per la Sicurezza e la Cooperazione del divieto di interferenze programmate di disturbo delle emissioni radiotelevisive via etere attraverso le frontiere;
7) incoraggiamento della cooperazione, a tutti i livelli e per tutti i sopraindicati obiettivi, con le organizzazioni non governative impegnate nell’azione militante e umanitaria per i Diritti dell’Uomo.

Noi, qui convenuti, decidiamo di dar vita ad un collegamento internazionale perma¬nente che consenta di realizzare ogni due anni, a partire da oggi, un Forum di verifica e controllo dei risultati conseguiti in questo campo designando di volta in volta il Paese nel quale si terrà il Forum successivo e informandone tempestivamente l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Prima Riunione del Comitato Permanente Internazionale per l’attuazione del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani

Roma, Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, 4-5 novembre 1994

DICHIARAZIONE CONCLUSIVA


L’iniziativa dell’Associazione Ius Primi Viri di riunire in Roma il Comitato Perma¬nente Internazionale per l’attuazione del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani pre¬cede di pochi giorni la proclamazione ufficiale, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, del Decennio mondiale per l’Educazione ai Diritti Umani. Detta procla¬mazione è prevista infatti per il 9 dicembre 1994 in New York.
Gli obiettivi dell’odierna riunione si inseriscono dunque perfettamente nelle priorità delle Nazioni Unite: essa costituisce un passo importante sulla via di una collaborazione costruttiva per l’attuazione delle decisioni dell’ Assemblea generale.
I diversi contributi hanno permesso di identificare alcuni settori di intervento prioritario e di proporre strategie innovative, che si avvalgono degli studi scientifici e multidi¬sciplinare di PV e del CEU particolarmente adatti alla formazione dei docenti.
L’obiettivo primario è di contribuire alla formazione di una cultura universale dei diritti umani e fare degli stessi un linguaggio comune a tutta l’umanità.
Come suggerito da José Ayala Lasso, Alto Commissario delle Nazioni Unite ai Diritti Umani, nel massaggio che ha indirizzato ai partecipanti:
«L‘educazione ai diritti umani dev’essere globale e integrata e deve sottolineare l’interdipendenza tra il rispetto e la promozione dei diritti umani, la pace, lo sviluppo du¬raturo, la democrazia e la giustizia sociale. Deve fondarsi sull‘insieme dei diritti fonda¬mentali della persona umana, dei diritti civili, culturali, economici, politici e sociali, non¬ché sul diritto allo sviluppo e alla tutela dell’ambiente, diritti che sono indissociabili, in¬terdipendenti e intimamente legati. Deve raggiungere tutti i settori dell‘umanità. Deve combattere tutti i pregiudizi razziali e le tendenze xenofobe e tutte le disuguaglianze basate sul sesso. Deve infine promuovere i diritti dei gruppi svantaggiati, delle donne, dei bambini, delle popolazioni autoctone, delle minoranze nazionali, etniche, religiose e lin¬guistiche, dei lavoratori immigrati, dei disabili, dei rifugiati. Deve aiutare a tradurre nor¬me e principi, talvolta astratti, in realtà concrete e tangibili nella vita quotidiana di ogni cittadino dei nostro pianeta».
In sintesi, deve promuovere l’uguaglianza nella diversità, come previsto dalla Di¬chiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Le varie proposte presentate dal Comitato hanno messo in risalto la necessità di sensibilizzare alla dinamica dei diritti dell’uomo le diverse autorità, a livello locale, naziona¬le, regionale e internazionale, e di sollecitare la partecipazione delle organizzazioni non governative in maniera da promuovere le sinergie nello sforzo comune di assicurare il pieno sviluppo della personalità umana nel rispetto della dignità e dei diritti fondamentali, in Europa come nelle altre regioni.
Il Comitato si propone di contribuire attivamente all’attuazione del Programma d’azione che sarà votato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e dì informare l’Alto Commissario ai Diritti Umani, il Centro dei Diritti dell’Uomo e l’UNESCO delle iniziative in programma.
Nell’immediato, il Comitato si propone di:

  • sottoporre al Governo italiano una proposta finalizzata all’insegnamento dei Diritti dell’Uomo in tutti gli ordini e gradi di scuole - con corsi speciali della durata di almeno un anno per ciascun ciclo scolastico, con autonomia didattica non sommersa in insieme didattici generici - come previsto dalla Dichiarazione Conclusiva della Conferenza Eu¬ropea di lancio del Decennio per l’Educazione ai Diritti Umani, Roma, 3-4 dicembre 1993. Invita il prof. Paolo Ungari, membro del Comitato, nella sua qualità di Presidente della Commissione per i Diritti Umani presso la Presidenza del Consiglio, a presentare ufficialmente questa proposta alle autorità competenti;
  • invitare i singoli componenti a mettere a punto, nei rispettivi Paesi, programmi di edu¬cazione in materia di diritti umani assicurando, nei limiti del possibile, il supporto scientifico necessario;
  • approfondire i contenuti del Progetto scientifico integrato per la formazione dei forma-tori per i diritti dell’uomo, presentato nel corso di questa prima riunione, assicurandone l’opportuna diffusione;
  • assicurare uno scambio di informazioni costante sulle varie iniziative che saranno intra¬prese in materia di educazione ai diritti dell’uomo, a livello locale, nazionale e regiona¬le;
  • promuovere l’elaborazione di manuali per l’insegnamento dei diritti dell’uomo confor¬memente agli obiettivi dell’UNESCO. Invita IPV a presentare delle proposte in tal sen¬so.
  • sollecitare le autorità competenti ad assicurarsi che i testi scolastici non contengano elementi che possono recare pregiudizio alla comprensione tra i popoli;
    sottolineare la responsabilità dei mezzi d’informazione di orientare sempre più incisi¬vamente le opinioni pubbliche verso il principio di tutela dei diritti dell’uomo.
    La Conferenza inoltre:

— auspica l’istituzione presso la Commissione Europea di un dicastero specifico in materia di diritti umani;
— invita alla solidarietà con le organizzazioni non governative militanti nel campo dei diritti umani e dell’azione umanitaria in regioni particolarmente a rischio.

I Diritti Umani come fondamento politico per una coscienza democratica: priorità d’intervento

Roma, Università «La Sapienza», 14-15 giugno 1996

DOCUMENTO FINALE


La Conferenza organizzata da Ius Primi Viri si inserisce tra gli avvenimenti di rilievo del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea ed ha avuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, nonché il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutti i Ministeri competenti.
Tra i numerosi messaggi di incoraggiamento all’azione di PV nel campo dei Diritti Umani, quello del Santo Padre ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e quello del Presidente del Consiglio, on. Romano Prodi, ha insistito sul ruolo dell’insegnamento dei Diritti Umani, in tutti gli ordini e gradi di scuole, come strumento di avanzamento delle ri¬forme in corso dei curricula di studio e ha richiesto i documenti conclusivi per poterli portare a conoscenza delle autorità di governo competenti.
L’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, José Ayala Lasso, ha sottolineato l’effetto di mobilitazione creato da questa conferenza, che continuerà ad agire anche in futuro dando un contributo significativo al Decennio delle Nazioni Unite per l’Educazione ai Diritti Umani. L’Alto Commissario, in sintonia con le note introduttive del Convegno, ha confermato che «la promozione di una cultura dei Diritti Umani è i/fondamento de/la comprensione interculturale, della democrazia e della pace».
«Diversamente da quanto affermato all’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell‘Uomo l‘individuo non nasce dotato di ragione e di coscienza, ma è potenzial¬mente dotato di ragione e di coscienza e la politica degli Stati ha l‘obbligo di considerare questo principio universale, sacro, assoluto ed invio/abile»: è con queste parole che il Presidente dell’ Associazione IIPV hanno aperto i lavori della Conferenza internazionale, ri¬badendo che «è tale obbligo che legittima i ‘esistenza civile delle organizzazioni statua/i, le quali hanno i! compito dì consentire la piena e concreta realizzazione di quel progetto potenziale, meraviglioso, che ogni essere umano rappresenta».
L’obiettivo principale del Convegno è stato quello di chiarire che se la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è veramente universale, non è più accettabile l’esistenza nel mondo di culture politiche ed economiche che contraddicono alle radici i valori in essa contenuti.
I partecipanti, rappresentanti di istituzioni e dì organizzazioni non governative di vari continenti e di tutte le regioni d’Europa, sulla base delle responsabilità di ciascuno, hanno sviluppato i vari aspetti della problematica oggetto del convegno, per la definizione di orientamenti finalizzati ad una maggiore cooperazione tra i vari attori internazionali, na¬zionali, regionali ed a titolo individuale, suscettibile di favorire il riconoscimento e la tutela dei diritti umani basandosi sui valori recepiti dalla comunità internazionale e la cui por¬tata universale è stata recentemente riaffermata al di là dei relativismi culturali.
In uno spirito di solidarietà e cooperazione, il convegno internazionale ha condotto alle seguenti conclusioni:
• La tutela e la promozione dei diritti umani, nonché la prevenzione delle violazioni, implicano la responsabilità individuale e collettiva di tutti i soggetti interessati, vale a dire la comunità internazionale, i singoli Stati - ai vari livelli istituzionali, soprattutto i parlamenti - e le organizzazioni, gli enti regionali, la società civile - in particolare le or¬ganizzazioni non governative, i mass-media e gli ordini professionali - ed i singoli in¬dividui.

  • L’uguaglianza dei diritti e dei doveri è l’elemento fondamentale di ogni sistema di pro¬tezione e di tutela dei diritti umani. La realizzazione di questo principio implica azioni per eliminare ogni forma di esclusione - attraverso un’ opera capillare di informazioni utili ad una corretta impostazione delle parti sociali e istituzionali - e d’identificazione dei gruppi della società verso i quali l’impegno deve acquisire carattere prioritario. Tra questi assumono rilevanza:

le minoranze, etniche, linguistiche e religiose;

  • i rifugiati e gli immigrati;
  • i popoli indigeni e le popolazioni dei paesi terzi a cui l’estrema povertà limita il be¬neficio di tutti i diritti fondamentali.

All’origine di questa esclusione:

  • l’analfabetismo, piaga comune a strati di popolazione anche nei paesi economica¬mente più avanzati;
  • i bambini, vittime tra le “più innocenti” non soltanto delle situazioni drammatiche di guerra, di carestia, di persecuzione e di sfruttamento, ma anche in paesi tecnologi¬camente avanzati degli abusi, in materia di ricerca scientifica, violenza della televi¬sione e degli altri mezzi di comunicazione, anche informatici;
  • un riferimento particolare è stato fatto alla donna considerata sotto il duplice profilo di categoria vulnerabile - viste le persistenti manifestazioni di ineguaglianza a tutti i livelli della vita politica, civile, economica e sociale - e di elemento decisivo dell’evoluzione democratica di ogni società.

Le differenti azioni da realizzare devono fondarsi sui vari strumenti internazionali e sulle conclusioni, adottate per consenso dalla comunità internazionale in occasione delle recenti conferenze mondiali (Vienna, Cairo, Copenaghen e Pechino).
A questo riguardo è stato sottolineata l’importanza dell’adeguamento degli strumenti legislativi nazionali all’evoluzione in corso, che condiziona la piena attuazione, a livello dello Stato, degli impegni presi nel contesto internazionale.

• Il ruolo essenziale dell’educazione nella promozione della dignità dell’individuo e dell’educazione ai diritti umani nel mantenimento della pace e nel processo di demo¬cratizzazione dei singoli paesi. Su questo tema è stato ricordato l’impegno che i Mini¬stri dell’Educazione di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, nell’ottobre del 1995 in occasione della Conferenza internazionale organizzata dall’UNESCO sull’Educazione, si sono assunti ad elaborare programmi e strategie nazionali atti ad assicurare il raggiungimento dei diversi obiettivi in un approccio integrato che coinvol¬ga tutti i soggetti interessati.

• In termini di bioetica sono stati considerati:

  • l’attualità della bioetica ambientale in relazione all’approccio olistico ed alla com¬patibilità tra sviluppo economico e ambiente, la cui salubrità è considerata un diritto fondamentale dell’essere umano e riconosciuta in alcuni Stati come tale a livello costituzionale;
  • le biotecnologie e l’etica medica che pongono quesiti di difficile soluzione in diffe¬renti campi quali: la ricerca genetica e le sue applicazioni - sottolineando che i geni umani sono scoperte e non invenzioni - i trapianti, le patologie emergenti, l’eutanasia e le condizioni dei malati terminali.


• E’ stata inoltre ribadita l’importanza del ruolo della libertà di stampa e di informazione nella trasformazione democratica degli Stati, non soltanto nelle democrazie in transi¬zione ma ugualmente nel consolidamento della coscienza democratica di un paese. In questo contesto il ruolo dei mezzi di informazione dovrebbe tendere a favorire la diffu¬sione di una cultura sensibile ai principi di verità e di moralità.

Un largo scambio di vedute ha permesso di identificare i principali attori nella pro¬mozione dei diritti umani: lo Stato, la società civile, le organizzazioni internazionali e so¬vranazionali. In particolare è stato ricordato che:

• la responsabilità primaria della costruzione democratica e della promozione dei diritti umani compete allo Stato e alle sue istituzioni, soprattutto al parlamento che interviene con differenti azioni a livello normativo, di vigilanza e di controllo, di partecipazione nei meccanismi di difesa dei diritti del cittadino come nelle commissioni d’inchiesta e nelle missioni nei paesi terzi. Queste azioni testimoniano la sensibilità dei singoli par¬lamenti e nel contempo sono un riflesso della società civile che essi rappresentano;

• la corresponsabilità della società civile nelle sue varie espressioni:

  • le organizzazioni non governative che hanno accumulato un’esperienza preziosa sul campo e devono essere considerate come partner da privilegiare nell’identificazione e nella realizzazione di azioni nei differenti settori e per i diversi gruppi vulnerabili;
  • la famiglia che ha un ruolo imprescindibile nella sensibilizzazione di ogni individuo al rispetto dei valori ed ai suoi doveri nei confronti della società;
  • l’azione complementare delle organizzazioni internazionali e soprattutto dell’UNESCO, regionali e dell’Unione Europea. Quest’ultima è sempre più impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti umani che figurano nel trattato di Maastricht come obiettivi generali della politica estera e della politica di coopera¬zione e sono alla base di tutta l’azione comunitaria.

Il presente documento è la sintesi di quanto i convegnisti hanno inteso affermare, con i loro interventi, affinché gli organismi internazionali, le organizzazioni statuali, le as¬sociazioni nazionali ed internazionali possano trarre spunti di riflessione per un’accelerazione del processo evolutivo in atto, che ci vede tutti partecipi verso una forma di cooperazione fondamentale al recupero di valori senza i quali la società umana non tro¬va ormai legittimazione sul pianeta Terra.

 

 
 
     
   
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